Il segreto dietro al successo di Instagram

Cosa succede quando due giovani talenti del marketing e dell’informatica, lavoratori instancabili, si incontrano a San Francisco (il ‘core‘ delle startup tecnologiche) e decidono di creare un’App per smartphone che permette di scambiare e modificare fotografie in formato quadrato? Forte di una messa a punto brevissima (appena 8 settimane), Instagram è nata nel marzo 2010 grazie al sostegno finanziario di alcuni angel investor (tra cui figura Jack Dorsey, co-fondatore di Twitter); le sue qualità nei confronti della concorrenza le hanno permesso di spiccare un immediato balzo di utenza, registrando 200.000 visite nella prima settimana, fino ai 31 milioni di utenti* al momento dell’acquisto da parte di Facebook per la clamorosa cifra di 1 miliardo di dollari. Kevin Systrom, laurea in management e ingegneria e Mike Krieger, straordinario talento informatico giunto nel 2004 dal Brasile negli U.S.A., si incontrano a Stanford anche grazie al programma Mayfield (un programma di studio/lavoro di 9 mesi, concentrato sulle tecniche di creazione e crescita delle compagnie tecnologiche). La fase di studio e perfezionamento del prodotto Instagram è durata un anno, alla ricerca della giusta sintesi per la chiave del successo: focalizzare l’applicazione sulla sola fotografia. Uno sguardo sugli entusiastici commenti nella pagina delle recensioni di Instagram dà un’idea dell’alto indice di gradimento da parte dell’utenza: gli unici commenti negativi derivano dal formato fotografico forzato, ma è parere di chi scrive che un certo rigore vada per forza applicato alle regole di un prodotto di qualità onde evitare l’estrema, sciatta anarchia estetica in vigore su applicazioni equivalenti. Altro motivo di delusione è stato la vendita dell’App al social network di Mark Zuckerberg, genere di lusinga a cui altre startup di successo non hanno ceduto (vedi Groupon con Google), acquisto che secondo alcuni analisti potrebbe addirittura confluire in una nuova bolla speculativa tecnologica.

Tuttavia la cosa che più sorprende nel successo di Instagram è la totale mancanza di una campagna di marketing finalizzata a promuoverla: “un buon prodotto si vende da solo”, sostiene Systrom. Di sicuro Systrom e Krieger non hanno dubitato un attimo sul successo della loro creatura, e adesso possono godersi il frutto del loro lavoro, sfiorando guadagni da centinaia di milioni di dollari.

*i dati qui riportati e altri dettagli presenti nell’articolo provengono dalla rivista Internazionale.

Scritto da Magoo

Magoo

Web Developer & Mobile Developer, Game Lover insomma un Nerd.
Co-founder Iwebdesigner.it, Nerdzhouse SRL.
Prendo a schiaffi la tastiera fino a quando non succede qualcosa di buono.

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