Lo “spaziobianco” nel Webdesign

L’importanza dello spazio bianco nella costruzione di un sito web

whitespace

Quando lavori ad un progetto di re-design di un software o di un applicativo sono molti i dubbi che ogni giorno ti attanagliano e ti fanno sentire insicuro; ultimamente sto lavorando al processo di re-design di un software e stiamo disegnano, con dei visual designer, le interfacce grafiche. Non è un lavoro semplice, oltre a cercare di creare un visual che sia di impatto e soprattutto usabile, bisogna essere in grado di capire quali sono gli elementi corretti da inserire e cercare di dare una buona usabilità.

Una volta che si sono definiti questi passaggi e grazie all’aiuto del designer creiamo i primi prototipi di interfaccia ecco che, come il rintocco della campana a mezzanotte, torna a presentarsi un problema che sempre mi ha assillato, il classico dubbio che coglie chiunque cerchi di migliorare un qualcosa già esistente, senza perdere il mare di dati da visualizzare: manca qualcosa?

E’ molto difficile infatti per noi che passi molto tempo, prima che questa fatidica domanda faccia capolino nella nostra testa, del resto il principio del nostro lavoro è proprio cercare di ottimizzare gli spazi, rendendo le informazioni reperibili rimuovendo il superfluo.

E’ davvero vuota

La domanda da porsi è se tutto quello spazio sia effettivamente vuoto o se possiamo considerare lo “spaziobianco” come uno spazio di design tra i vari elementi: lo spaziobianco non è solo un mero filler tra i vari elementi di design, ma diventa un elemento di design esso stesso.

spazio bianco e web design

Lo spaziobianco è il collante fra i vari elementi, è come la malta fra i mattoni, come il burro di arachidi fra due fette di toast, è vero che i nostri occhi sono abituati a focalizzarsi sugli elementi di maggior risalto, che sono attratti dalle figure e dai vari elementi, ma se ci pensiamo bene è proprio quello che risiede in mezzo a tutti i blocchi a dare coesione ai vari elementi.

Senza lo spazio i nostri progetti sarebbero un insieme pasticciato di elementi colorati, una volta che ne abbiamo capito l’importanza, possiamo iniziare a pensare a come sfruttare questo importante fattore.

Focus

Capita l’importanza, dobbiamo però capire come usare questo spaziobiancofacciamo un esempio: aprite il browser e andate su google.com, cosa vedete ? Direi che la prima cosa su cui puntate gli occhi è il logo di google o uno dei suoi innumerevoli doodle (proprio come ora in cui c’è il doodle per il  360 anniversario di Geburtstag von Bartolomeo Cristofori), perché? Questo logo non era posto nell’angolo in alto a sinistra come di solito avviene, ma al centro e come mai la nostra attenzione è andata immediatamente li?

Si, proprio per lo spaziobianco! Avete una pagina intera bianca e l’unico posto dove la vostra attenzione potrebbe essere rivolta è sicuramente il logo posto al centro dello spazio, ancora di più questo avviene se si tratta di un doodle animato: lo spaziobianco è uno degli elementi più semplici per indirizzare la vostra attenzione verso qualcosa di colorato.

Possiamo imparare ad usare questo elemento per indirizzare al meglio l’attenzione dei nostri user verso gli elementi che noi desideriamo.

Organizzazione

Organizzare i contenuti ci consente di indirizzare l’attenzione degli user verso gli elementi più importanti, consentendoci di delineare dei path comportamentali utili a far compiere agli utenti determinate azioni: nella gestione del visual, gli spazi offrono a noi progettisti un modo semplice per organizzare i diversi elementi del design.

Allo stesso modo di come io sto usando gli spazi per distanziare i vari paragrafi, lo “spaziobianco” è utile nel creare una organizzazione pulita dei nostri contenuti, tanto più che è un elemento che ci consente di avere una vasto controllo sull’orientamento della informazione ed ha un grosso peso nella progettazione.

Sentitevi liberi di sperimentare! 

Scritto da mtderiw

mtderiw

Information Architect and Social Media Strategist, Experienced Test Manager, un edile dell’Informazione imprestato all’informatica o viceversa, scegliete voi! Un pazzo scrivente che ama l’informatica, la comunicazione e… le moto!

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