Dal Web all’Internet of things

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Internet! Una volta era una parola che veniva usata solo da pochi addetti ai lavori, quasi sussurrata in ambienti militari e universitari, ora è una parola inflazionata, che tutti utilizzano, anche se non tutti sanno a cosa effettivamente si riferisca; sembra sempre di parlare di qualcosa di non tanbigibile, di etereo, ma vediamo di fare un attimo di chiarezza, o almeno di ripassare due concetti fra loro differenti, ma spesso assimilati:
internet non è il web! Internet è una rete mondiale di reti di computer, ad accesso pubblico, il world wide web o WWW è un servizio di internet.

Evidenziata la differenza fra i due concetti, parliamo di Internet! Questa interconnessione di reti di computer è diventata parte integrante, senza soluzione di continuità, ed in maniera quasi invisibile della nostra vita quotidiana. Alcuni vedono tutto questo come una speranza di un futuro luminoso, altri vivono questo momento con una invadente sensazione di trepidazione e incertezza, ma l’unica cosa certa, che ad oggi possiamo sostenere, è che internet ha cambiato la nostra visione della vita: la rete sta ancora cambiando lei stessa e non abbiamo ancora bene in testa, cosa potrebbe succedere nel futuro.

Abbiamo detto che il web è un servizio di internet, il web ci consente di usufruire di molti servizi e di usufruire dei contenuti, collegati fra loro attraverso i link; le variazioni di stile e design che si sono succedete in tutti questi anni, hanno avuto un grande impatto sugli utilizzatori finali.. Spesso mentre costruiamo o sviluppiamo un software o un sito web, pensiamo al nostro singolo obiettivo, a quello che sarà il nostro risultato, ma non pensiamo a relazionarci con il tutto, con il quadro più grande: il World Wide Web.

Sapere a che punto di sviluppo è una tecnologia ci aiuta a disegnare delle esperienze utente ottimali: se non conoscessimo dove la tecnologia si trova e soprattutto come essa si sta evolvendo, navigheremmo a vista e non saremmo in grado di capire come aiutare le persone.

Esploriamo allora questo vasto mondo insieme.

Il World Wide Web

Il Web è stato inizialmente implementato da Tim Berners-Lee mentre era ricercatore al CERN, sulla base di idee dello stesso Berners-Lee e di un suo collega, Robert Cailliau e oggi gli standard su cui è basato, in continua evoluzione, sono mantenuti dal  W3C.

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La nascita del Web risale al 6 agosto 1991, giorno in cui Berners-Lee mise on-line su Internet il primo sito Web. Inizialmente utilizzato solo dalla comunità scientifica, il 30 aprile 1993  il CERN decide di rendere pubblica la tecnologia alla base del Web. [fonte Wikipedia]; da quel momento in poi il web ha fatto moltissima strada e fin dai primi anni del 1990 è diventato parte integrante della nostra vita.

La tecnologia ha iniziato a progredire in fretta e insieme al suo progresso c’è stato anche un incremento del suo utilizzo: sempre più persone hanno iniziato ad utilizzare internet e il web attraverso vari strumenti e tecnologie. Lo sviluppo è stato veloce e rapido e le tecnologie si sono evolute passando dal  Web 2.0, al  Web 3.0, fino ad arrivare  all’Internet of things.

Scopriamo insieme questi tre momenti storici.

Web 2.0

Il Web 2.0 è il web “originale” quello che la maggior parte delle persone conoscono, diventato standard nel 1990, ha incluso al suo interno tutte le caratteristiche che hanno permesso alle pagine web di andare oltre i limiti di essere solo pagine statiche; il Web 2.0 ha segnato un cambiamento culturale nel modo in cui sono state sviluppate e progettate le pagine web. Durante questo tempo il Web 2.0 ha dato alla luce e ha visto la nascita di tutti gli strumenti di condivisione sociale come Facebook, Twitter o i blog.

Questo momento storico del Web era anche collegato ad un particolare stile visivo che comprendeva l’uso di gradienti, riflessi, ombre e un testo di grandi dimensioni.

Web 3.0

Il Web 3.0 è l’epoca del web semantico, è l’era attuale, quella che potenzialmente stiamo vivendo ora, il momento della tecnologia che sia basa sulla semantica e sull’intelligenza artificiale, rivolta proprio ad un uso più intelligente del web, quello che sa cosa cerchiamo e cosa vogliamo visualizzare, che ci consente di risparmiare tempo e migliorare la vita.

Il problema è che non tutti sono d’accordo sul fatto che questo Web 3.0 esista effettivamente: semantica, intelligenza artificiale, virtuale sono elementi che concorrono insieme per creare il Web 3.0, molti sono i progetti in corso che utilizzano, o cercano di utilizzare, tutti e tre questi elementi, dai CMS ai motori di ricerca, ma la strada pare ancora essere lunga e tortuosa.

Dal punto di vista visivo, benché non vi siano delle linee guida specifiche, esiste un orientamento di base che porta ad un design più piatto e minimale, il famoso, grazie anche ad Apple, Flat-Design campione di minimalismo e usabilità.

Mentre dunque il Web 3.0 si sta formando e la sua presenza è tutt’altro che onnipresente e la sua tecnologia è in piena fase di sviluppo, stanno spuntando ovunque siti e piattaforme che cercano di basarsi su questi dettami, siti che utilizzano tassonomie per migliorare la ricerca, che puntano sulla personalizzazione dei servizi, sui contenuti dinamici e adattati agli utenti migliorando l’usabilità e la fruizione.

Internet of Things

Anche se stiamo ancora cercando di definire il Web 3.0, ci stiamo già muovendo contemporaneamente verso l’Internet of Things.

L’Internet delle cose sarà probabilmente la prossima era: dispositivi intelligenti che non solo utilizzano internet, ma parlano anche fra di loro per eseguire operazioni senza la necessità dell’uomo, connessioni sempre presenti, interfacce senzienti, smart-phone sempre più smart che sapranno dove sono e sapranno darci le informazioni di cui necessitiamo in real time; esistono già un sacco di sistemi connessi in automatico che funzionano senza l’intervento umano, ma gli sviluppi in questo campo stanno portando a nuove soluzioni ancora più progredite.

Ci sono sempre più persone che stanno lavorando duramente su questo fronte, ogni giorno ci sono innovazioni che potrebbero rivoluzionare internet e i dispositivi che utilizziamo: tutti stiamo camminando su un terreno non ancora formato, stiamo cercando di sviluppare applicativi sempre più audaci, sempre più rivolti agli utenti.

L’obiettivo di chi lavora con la user experience è spingersi oltre, pensare al presente con un occhio ormai costante al futuro delle applicazioni, dobbiamo adattarci al cambiamento e pensare che stiamo sviluppando non solo degli applicativi o dei software, ma esperienze di vita concrete.

Scritto da mtderiw

mtderiw

Information Architect and Social Media Strategist, Experienced Test Manager, un edile dell'Informazione imprestato all'informatica o viceversa, scegliete voi! Un pazzo scrivente che ama l'informatica, la comunicazione e... le moto!

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