8 Summit IA: Architettura delle Relazioni

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Avete mai partecipato ad un summit o ad un convegno? Credo che molti di voi lo abbiano fatto, ma avete mai partecipato al Summit Italiano di Architettura dell’Informazione? No, allora fatelo! Vi starete anche chiedendo il perché probabilmente, ora ve lo spiego!

E’ molto semplice per la verità, non è un Summit qualsiasi! Cosa lo differenzia dagli altri? La prima cosa che mi viene in mente è che troverai un ambiente molto molto famigliare, ma non farti trarre in inganno, famigliare non significa privo di elementi di interesse oppure, come potresti pensare, dai contenuti “leggeri”

Questo è il bello! E’ un summit di professionisti che non se la “tirano” , è un convegno dove le persone si mettono in gioco realmente, dove esiste un forte scambio, dove il presidente e la presidentessa ti danno del tu e ti ascoltano anche se è la prima volta che partecipi, è un Summit dove c’è spazio per tutti, dove c’è spazio per crescere!

Il summit solitamente si svolge in due giorni, il venerdi è la giornata dei workshop, momento in cui il tema dell‘ “Architettura delle relazioni, dalla rete come collegamento alla rete come condivisione“, viene esplorato in tutte le sue declinazioni , il sabato è il momento culminante con la conferenza.

Quest’anno ho avuto la fortuna e l’onore di poter partecipare come volontario dell’organizzazione e l’esperienza è stata veramente fantastica, stimolante e arricchente sotto ogni profilo, sia professionale che umano: il vivere il Summit dalle retrovie, anche se non ti permette di seguire intensamente un workshop particolare, ti consente di stringere legami e conoscenze forse più forti e di condividere pensieri e idee con altri professionisti del tuo settore e poi conosci un sacco di #architecti pazzi!

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Parliamo un pò dei workshop

Come detto il tema dell “Architettura delle relazioni”  è stato esplorato sotto diverse forme grazie ai vari workshop: Sara Seravalle  ha parlato delle relazioni collegandosi al suo campo di applicazione ovvero quello dello sketchnoting :  quello che facciamo è fatto per essere visto, per comunicare qualcosa a qualcuno, la facilitazione visuale ha la capacità di catturare anche le emozioni e di trasmetterlo.

il Dottor Boscarol  ci ha parlato di usabilità ed estetica in un workshop molto interessante in cui sono stati sviscerati i concetti riguardanti l’estetica associata all’usabilità: lo sapevate che nel 1995 Kurosu e Kashimura hanno testato la correlazione fra usabilità apparente ed appeal estetico di un ATM?! E avreste mai pensato che il giudizio estetico correla con l’usabilità apparente a priori, in pratica si pensa che una cosa bella sia facila da usare! (mi viene in mente qualcosa 😀 )

Ma degli architecti non potevano fermarsi solo a questo, c’è anche chi ha giocato: durante il workshop di Stelio Verzera abbiamo dato vita alle nostre visioni di un prodotto utilizzando i Lego. Come? I Lego? Si i Lego, la stanza era piena di persone che “giocavano” con i mattoncini colorati e costruivano esperienze; in una altra stanza ecco Rainwiz che ci incanta  spiegandoci l’importanza della narrativa per preparare una intervista.

Workshop al mattino e workshop al pomeriggio, si poteva scegliere a quali partecipare, ma non era assolutamente facile. Per darvi una idea di quanti erano vi invito a visitare la pagina ufficiale dei workshop così per farvi una idea. Purtroppo non avendo il dono dell’ubiquità, nel pomeriggio sono riuscito a seguire solo quello di Luca Rosati e Andrea Resmini “The sense-making fragrance. L’architettura dell’informazione per connettere e costruire senso

Luca e Andrea ci hanno spiegano che relazione esiste fra correlazione ed esperienza e cosa l’Architettura dell’informazione può fare; esiste una progressione in atto dalle materie prime verso esperienza, l’economia da prodotto diventa economia di esperienze

Il prodotto è un punto, l’esperienza è una sinapsi ovvero una relazione!

… e la Conferenza?

Il sabato di conferenza

Ti puoi perdere i workshop ma la conferenza no! La conferenza è il momento conclusivo e forse più importante e poi è bella!

I temi trattati non sono quelli classici o magari tecnici che vi potrebbero annoiare: l’oggetto di fondo è sempre l’informazione, ma i punti di vista da cui si parte sono molteplici, plurimi e differenti. Questo accade perché gli iscritti alla società di Architettura dell’informazione, ovvero architectanon sono mica solo sviluppatori, designer o guru informatici, ma ci sono anche psicologi, antropologi, scrittori, giornalisti, sociologi.

Vi chiedete perché? Perché l’Informazione è ovunque! pensateci!

Torniamo alla conferenza e in ogni conferenza che si rispetti ci deve essere un ospite d’onore: quest’anno era Andy Fitzegerald interaction designer presso Frog Design. che ci ha parlato di web ed ecologia:

The web is not an island. It’s more like a wilderness: beautiful, dangerous and always changing

Andy ci spiega che abbiamo la necessità di costruire nuove mappe e nuovi modi per capire un mondo in continua evoluzione. Organizzare le informazioni significa creare nuovi percorsi di conoscenza, significa creare nuove informazioni, il lavoro degli Architetti dell’Informazione è quello di connettere ambienti per gli utenti.

Dopo Andy, Eugenio Menichella ci ha parlato di broadcast tradizionale per espanderci e creare nuove realtà comunicative. Eugenio ha parlato degli stadi e di calcio portando come esempio le quantità industriali di dati video che vengono registrati e che le televisioni posseggono. Il risultato è che noi abbiamo già tutti i contenuti, ma dobbiamo dare loro un valore  e per farlo l’unico modo è condividerli. Dobbiamo puntare al Return on Emotion, dobbiamo emozionare gli utenti per farli tornare allo stadio.

Dalla Puglia Dino Ameduni ci ha spiegato come fare architettura delle informazioni nelle campagne elettorali e amabilmente suggerisce a chi fa comunicazione politica di  non prendersi troppo sul serio.

ll dato ovvero l’informazione è centrale, se non lo studi perdi, senza dati procedi con approssimazione, devi studiare i tuoi avversari e il contesto in cui si svolge l’elezione politica per poter capire come comunicare e cosa: é necessario costruire uno staff in cui definire i ruoli , le funzioni e le spie di allarme, bisogna costruire l’architettura di una campagna elettorale.

Ci sono anche i casi reali: Eva e Sara ci hanno raccontato del progetto che partirà a breve in fastweb che ha come obiettivo quello di migliorare l’usabilità dei servizi e dei processi interni, mentre Vincenzo di Maria ci ha parlato di Impact Hub Siracusa e di come progettare servizi per una economia in rete.

E poi si arriva all’ultimo intervento, se pensavate di essere stanchi e di non averne voglia arriva lei, io non la conoscevo, ma vi assicuro che è stato un intervento dirompente per simpatia e soprattutto istruttivo: lei è Alberta Soranzo che ci ha parlato di “esperienze ai confini della rete“.

La rete è mobile, noi portiamo internet con noi tutti i giorni, ma la rete non ha idea di dove noi ci troviamo, i nostri device non hanno gli occhi per sapere dove sono e dove si trovano, ma se li avessero? Se sapessero dove sono sempre e potessero comunicare con gli altri device? Cosa cambierebbe e come la nostra esperienza? Le nostre esperienze non sono più rigorosamente nel mondo fisico , ma si muovono a cavallo fra reale e digitale.

e alla fine?

Alla fine come tutte le cose belle finisce! Ma un Summit come quello di Architecta in realtà non finisce mai, perché ti da la carica, ti stimola a dare di più, ti stimola a condividere e a progettare ancora nuove esperienze.

ciao Architecti

Scritto da mtderiw

mtderiw

Information Architect and Social Media Strategist, Experienced Test Manager, un edile dell'Informazione imprestato all'informatica o viceversa, scegliete voi! Un pazzo scrivente che ama l'informatica, la comunicazione e... le moto!

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